—— Sfilata di Moda in collabrazione con l'Accademia delle Belle Arti di Firenze
" Dovremo emulare la naturale capacita' del pianeta di riciclare i materiali minimizzando l'accumulo di prodotti di scarto." Greenpeace
Morfosi nasce dalla constatazione della generale inadeguatezza del corpo umano e dalla conseguente necessità di modificarlo costantemente sia in senso estetico che funzionale. L’uomo che per sua natura percepisce se stesso e la sua relazione con il mondo, ritiene stimolante se non necessario modificare sia se stesso sia l’ambiente sviluppando politiche di convivenza e strategie di ottimizzazione del proprio corpo sia in senso estetico che performativo. L’azione sul corpo non è necessariamente irreversibile e le modifiche che lo adattano ad una circostanza possono essere rimosse e sostituite da altre più congrue. L’inadeguatezza rispetto al clima o alle performances e la necessità di accentuare la propria individualità o, al contrario, l’appartenenza trova una risposta nei vestimenti e nelle protesi occasionali. In generale il senso viene ampliato dagli interventi permanenti o temporanei. L’immagine di sé viene potenziata dalle scelte estetiche individuali o di gruppo che l’essere umano effettua costantemente e raramente l’uomo si presenta completamente nudo, allo stato naturale.
La nostra sfilata introduce il tema dei rifiuti come risorsa del futuro. Gli artisti lavorano sul senso delle cose, evocano domande sul senso attraverso associazioni inedite, segnano i passaggi epocali, fanno scoperte per mezzo di sperimentazioni libere, nell’esplorare oltre i confini delle esperienze comuni. Ci siamo interrogati sui rifiuti domestici e urbani, su montagne di rifiuti industriali e abbiamo visto colori, superfici, volumi: gli elementi del nostro lessico. Ora il gioco è organizzarli. C’è un’ enorme quantità di materiali e di oggetti abbandonati derivanti dall’attività umana e per noi sono un enorme potenziale espressivo. La nostra sfilata segna il passaggio dalla considerazione dei rifiuti come problema urgente a quella dei rifiuti come risorsa preziosa.
Morfosi è un progetto che a partire da queste premesse ripensa ad un adattamento reciproco di spazio urbano e corpo umano, propone nuove forme del corpo attraverso l’abito e cambia forma ai rifiuti che, tolti alla loro incerta destinazione, diventano abito essi stessi.
L’abito come elemento che non copre ma rivela, come segno del rapporto fra corpo e mondo. Non tanto quello prodotto indifferentemente e serialmente dal sistema della moda, quanto quello creato da artisti manipolando rifiuti. Un abito costruito come azione di modifica della forma partendo dall’idea che il corpo deve essere adattato all’ambiente e viceversa.
I rifiuti che si possono indossare sono rifiuti urbani (rifiuti non ingombranti, provenienti da fabbricati o altri insediamenti civili; rifiuti ingombranti, beni di consumo durevoli, di arredamento, di impiego domestico, di uso comune; rifiuti di varia natura o provenienza giacenti su strade e aree pubbliche o private, sulle spiagge e sulle rive dei fiumi, imballaggi, carta ecc.); rifiuti speciali (derivanti da lavorazioni industriali e da attività commerciali, artigianali; materiali provenienti da demolizioni, costruzioni, scavi, veicoli a motore e loro parti fuori uso.
Prof. Angela Nocentini
Accademia di Belle Arti di Firenze
Dal 1989 insegna all’ Accademia di Belle Arti di Firenze.
-Negli anni ottanta realizza sculture per l’allestimento di numerose opere liriche e spettacoli di prosa (Teatro Comunale di Firenze e teatri di Roma, Venezia, Bologna, Milano, Trieste, Genova).
-Realizza cenacoli, Via Crucis, sculture per alcune chiese in Toscana, Sicilia, Liguria.
- Medaglie commemorative per varie committenze.
-Cura gli allestimenti di discoteche, ristoranti e locali.
-Realizza sculture semoventi per il Museo degli Automi a St. Croix, Losanna e sculture per il giardino dello stesso museo.
-Illustra pubblicazioni a carattere scientifico.
-Negli ultimi anni realizza oggetti di design utilizzando materiali di recupero e sculture sul tema del diritto al gioco dei bambini.
-Nel 2006 realizza una sfilata di abiti fatti di rifiuti presentati a Ecomondo, fiera annuale a Rimini e in provincia di Pisa.
-Nel maggio 2007 tiene un Workshop per Outside Project a Belgrado, Serbia che termina con la sfilata “Morphosis. Recycle & Wear”.
-Per la fondazione “Bambini in emergenza” ha allestito spazi di accoglienza a Singureni, Romania.
¬-Nel maggio 2008 tiene un Workshop per Outside Project a Pancevo, Serbia che termina con due eventi-sfilata programmati nella Notte dei Musei di Belgrado.
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FIRENZE
Le sue origini risalgono alle prime organizzazioni corporative dei mestieri della città; la Compagnia di San Luca o dei pittori nata nel 1339 è da considerarsi infatti il primo nucleo dal quale nel 1562, sotto la protezione di Cosimo I dei Medici, si sviluppò la Vasariana Accademia delle Arti del Disegno, universalmente riconosciuta come una delle prime istituzioni europee che poneva fra i suoi compiti, accanto a quello di confraternita di eminenti artisti ai quali era demandato il governo e la tutela del patrimonio culturale della Toscana, anche quello dell’insegnamento delle arti e delle scienze, segnando così l’inizio del moderno concetto di Accademia.
A capo dell’Accademia furono per votazione unanime solennemente designati Cosimo I e il “divino” Michelangelo, al quale l’anno successivo l’Accademia stessa dedicò memorabili esequie. Un istituto culturale di grande valore storico-artistico quindi, che vide fra il Cinque e Seicento fra i suoi membri personaggi quali Vasari, Bronzino, Ammannati, Sansovino, Giambologna, Cellini... e fra gli allievi di quell’insegnamento scientifico legato al nuovo concetto di artista-intellettuale, il grande Galileo Galilei.
Oggi con l’istituzione dei Corsi di Specializzazione e la conseguente distinzione tra Diploma di I e II livello, l’Accademia si orienta secondo un percorso di studi di tipo universitario. In questo contesto i docenti, pur nella diversificazione delle tendenze, contribuiscono con il loro valore a conservare l’alto livello nel campo della didattica artistica che ha sempre storicamente distinto l’Accademia di Belle Arti di Firenze.